Linea di Pensiero – esposizione di atti diversamente vandalici

Dal22 maggio al 6 giugnoalCSB la mostra di Porto
Linea di Pensiero, esposizione di atti diversamente vandalici

Inaugurazione il 22 MAGGIO ore 19-22 con live sound AUTOBAM.
Orari: dal 23 maggio al 6 giugno dalle 16 alle 20
Ingresso libero

PROGRAMMA:
ven 22 maggio
DI MAGGIO BASEBALL TEAM
sab 23 maggioSONAMBIENT
ven 29 maggioSTèV
sab 30 maggioOOHSOUNDS FEAT. BANGALORE, BACKWORDS, ANDREA MI
ven 5 giugno –  APPALOOSA
sab 6 giugnoGO-DUGONG
mar 16 giugnoSUNrANIERI feat. ANDY SMITH

Graffiti, graffiti e solo graffiti. Ancora ancora, e ancora.
Disegno graffiti da diciassette anni. Disegnare e dipingere graffiti può voler dire la stessa cosa, o due cose differenti e distanti tra loro. Il disegnarli comprende lo studio delle lettere; le soluzioni d’incastro tra di loro, componendole in parole, nomi e poi frasi;  arrivare a tracciarle attraverso linee e forme sempre più rappresentative della propria identità e carattere. Arrivare ad un’immediata riconoscibilità del segno. Assorbendo e metabolizzando più stimoli possibile, sia nell’ambito dei graffiti stessi, sia dell’arte tutta. Dipingerli in strada, invece, riguarda accettare di confrontarsi con contesti urbani e realtà sociali diverse e variabili. Vuol dire essere fisicamente e mentalmente per strada, vivere la città nell’aspetto più metropolitano e il territorio nel suo abbandono. Nel tempo ho aggiunto anche un altro elemento, quello della grafica vettoriale, che rappresenta per me un modo di illustrare idee complicate e piene di particolari in maniera semplice e minimale. Per minimale intendo la mancanza di sfumature, campiture piatte, una geometria ed un equilibrio di pesi potenzialmente esprimibili in termini matematici. Attualmente il mio modo di vivere i graffiti è composto in uguale misura dal disegno su carta, dalla pittura su muro e dalla composizione grafica. Per il disegno su carta sono legato a strumenti semplici e comuni: matite, penne e inchiostro di china, carte possibilmente ruvide e di alta grammatura. Soluzioni cromatiche ridotte al minimo, un basilare nero su bianco con interruzioni di rosso. Linea essenziale e contrasti netti. La composizione grafica, per me, inizia con un computer e finisce con una stampa digitale. Ampio ricorso a scale gradienti, colori estremi e linee pesanti, abbinamenti di tono su tono, con un’inclinazione a pesi più sbilanciati e rigidamente dinamici. Dipingere graffiti sopra un muro, a modo mio comprende: vernice spray, idropittura, scale e google maps. Una pittura inseparabile dall’emotività del contesto, tendenzialmente invasiva.
I lavori esposti in questa mostra sono il risultato finale della somma dei diversi aspetti e approcci in quell’unica cosa che per me sono i graffiti; in questo si esprime la mia “linea di pensiero”. Non sono icone e non durano in eterno: la carta si deteriora, i colori sbiadiscono, i muri crollano. Per questo, necessariamente, la loro è una dinamica di continua ripetizione e costante rinnovo.
Graffiti, graffiti e solo graffiti. Ancora, ancora e ancora.

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