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Festa di matrimonio della figlia del presidente

Appuntamento mensile con:
TIC teatro in cantiere – stagione 2019/2020

L’altare del SanBernardo per questa occasione sarà animato dalla compagnia TRA. La compagnia teatrale con

“Festa di matrimonio della figlia del presidente”
regia di Daniela Scarpari

Adattamento da Teatro para minutos di Juan Mayorga a cura della Compagnia del Teatro Rossi Aperto.

Venerdì 6 Dicembre 2019 – ore 21.30

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Famiglia – Amore – Amici.
Famiglia, amore, amici ?
Si, ma finché morte non ci separi ?
Gli sposi sono vestiti, gli invitati tirati a lustro.
La marcia nuziale ha inizio.
Ma qualcosa stride, sfugge, si incrina.
In una giostra scintillante di politici leccapiedi, venditori ambulanti di lusso, parenti solitari e inservienti che governano il mondo…dobbiamo dire di sì?
Daniela Scarpari ci prende per mano e ci accompagna in una libera interpretazione dei personaggi di Juan Mayorga, un proseguimento di uno studio già iniziato di Teatro Breve e dopo JK.
Tra sorrisi e festeggiamenti una riflessione sulla convenzione più importante di tutte: il matrimonio. Le alleanze. La politica…c’è ancora uno spiraglio nel sacramento, nella forma, nella legge?
Come vuole Mayorga sarà il pubblico a decidere.

Nel suo Teatro para minutos, che raccoglie 28 testi teatrali brevi, Juan Mayorga il drammaturgo spagnolo, riafferma la sua carica politica e rivendica a ciascuna delle piece la propria autosufficienza, la propria autonomia, il proprio peso. La sua forza risiede nella relazione con il contesto, nella forza con cui si pone rispetto alla parete che occupa. Per Mayorga la filosofia e l’arte hanno il compito di svelare una realtà non più evidente, e, come il teatro, non possono slegarsi dalla politica. Gli strumenti di Mayorga sono infatti la pura potenza delle parole e il linguaggio, affidati allo spettatore e alla sua immaginazione. Le tematiche, interessano i problemi più urgenti con cui la società occidentale si sta confrontando, aprono sempre a una questione di carattere filosofico e morale. Una “scrittura del frammento” che rappresenta con forza la drammaturgia contemporanea.

La compagnia del T.R.A. diretta dall’attrice e regista brasiliana Daniela Scarpari, nasce come gruppo laboratoriale nel 2014; si incontra ogni lunedì e mercoledì negli spazi del Teatro Rossi Aperto – Pisa. Da allora hanno messo in scena : Trattato commestibile un patchwork di testi che avevano come tema il cibo, nelle sue più svariate dimensioni. Dell’abbandono (Ernesto rimane), dedicato alla ricerca del tema dell’abbandono. Uno studio su diversi punti di vista, narrative, saggi, poesie, testi teatrali e testimonianze sull’abbandono adattati agli spazi del TRA.
Teatro Breve di Juan Mayorga – primo studio scenico dove dei 28 testi, ne sono stati scelti 7; una prova aperta, un esperimento, la volontà di condividere la prima tappa di un percorso su Juan Mayorga.
JK (Neppure i morti sono al riparo dal nemico) ispirati da un monologo intitolato JK di Juan Mayorga sugli ultimi e tribolati giorni di vita di Walter Benjamin, è un esercizio scenico itinerante basato sulle installazioni e le performance create dagli attori del Laboratorio del TRA per questo testo.

Lo studio su Juan Mayorga continua con “Festa di matrimonio della figlia del Presidente” un libero adattamento di teatro para minutos con cui stiamo lavorando da più di un anno.

Con:
Lulù Goncarov Andrea Ferri
Laura Vescio
Roberta Battista
Massimiliano Piagentini
Vincenzo Zotti
Francesca Giuntini
Valentina Giuntini
Paolo Cantoresi
Carolina Di Borgogna
Giulia Rametta
Monica Schipani
Paola Sammito

Regia: Daniela Scarpari
Testi: Juan Mayorga più testi vari
Grafica: Roberta Battista
Effetti video e audio: Silvia
Costumi: Compagnia T.R.A.
Un ringraziamento speciale a Roberto Alei

TIC – “Die Panne” di e con V.Bischi – F.Sardella e dj Spif

Secondo appuntamento per il
TIC – t e a t r o i n c a n t i e r e 👇
https://www.facebook.com/events/774615586310876/?event_time_id=774615599644208

Giovedì 28 Novembre 2019

H. 21.00
DIE PANNE
Di e con Valentina Bischi
e con Francesca Sardella e Dj Spif Spif Ero
Durata 60 minuti

H. 22.00
Dj set con Dj Spif

Una sera d’autunno, in un piccolo paese di campagna l’auto del signor Alfredo Traps, viaggiatore di commercio, va in panne.
Il signor Traps non se ne rammarica, anzi, pregusta già il lato piccante della situazione. Si ritrova invece nella villa di un ex-uomo di legge; il padrone di casa ed i suoi amici gli aprono le porte per la cena, il vino ed il loro passatempo: mettere in scena un processo. Non importa se Traps non ha commesso alcun delitto “un reato si finisce sempre per trovarlo…che lo si voglia o no c’è sempre qualcosa da confessare”.
Tra squisite portate e vini d’annata il gioco si fa sempre più inquietante, fino a condurre Traps come l’autore di un delitto che merita “ammirazione, stupore, rispetto…degno d’essere annoverato fra i più straordinari del secolo”.
Ora, per la prima volta, quella giustizia che aveva sempre ritenuto “astratta cavillosita’ vessatoria” illumina il suo limitato orizzonte “come un immane, inconcepibile sole”.

“Se da un lato, infatti, il calore delle fiammelle si fonde armoniosamente con la sapiente arte affabulatoria di Bischi nel tentativo, perfettamente riuscito, di trascinare il pubblico all’interno della storia, la freddezza diafana dello spettro incarnato da Sardella crea distanza tra la vicenda narrata e il pubblico. Il risultato è uno spettacolo avvincente dal gusto amaro, che riesce al contempo ad accogliere e a gelare il sangue con la stessa, determinata efficacia”

dalla recensione di Anna Solinas su “Lo sguardo di Arlecchino”

“Intorno a un tavolo, a lume di candela, Valentina Bischi e Francesca Sardella, mettono in scena il dramma di un’inquisizione capziosa, subdola e ingannevole, tenendo il pubblico con il fiato sospeso fino alla fine, interpretazione e voce danno corpo scenografico alle parole, mentre il pubblico rapito resta sospeso tra il ruolo di testimone di un delitto e quello di spettatore di un sadico gioco”

dalla recensione di Manuela Caserta su “blogautore.espresso”

“Valentina Bischi, con una maschera in volto e cinque voci sulle labbra, racconta e infligge con gli occhi l’adattamento teatrale di Die Panne […]. Francesca Sardella, in un mutismo diametralmente contrapposto, con la fiamma delle candele traccia una fuga luminosa per gli occhi di tutti. E cosi la parola si sparge sulla tavola, tanto vicina che tutti possiamo decidere la porzione da assegnarci, tanto che sentiamo di contare tutte quelle che saremmo capaci di dire in nostra difesa qualora capitassimo in compagnia di una ingrata casualità, fosse anche la stessa dello sventurato uomo in panne; e il silenzio le si avviluppa intorno, permettendo di avvertire una coscienza che le metterebbe a tacere.”

dalla recensione di Francesca Pierri su “Teatro e Critica”

“Viene preparata la scena: un lungo tavolo da banchetto attorno al quale ci sono i posti per gli spettatori. Nel frattempo, mentre il sole viene giù e un leggero venticello rende fresca l’aria, il panorama dell’entroterra siciliano prende il sopravvento: giallo, giallo, giallo. Vengono accese delle candele tutto intorno e sul tavolo, anche la luna si accende, luminosa, “fiammante” (come la macchina del protagonista del monologo). L’attrice entra in scena e si posiziona a capotavola, ci vogliono poche battute per capirlo, non bisogna essere esperti: è bravissima: ti racconta la storia e tu puoi vedere davanti a te la location , l’automobile “fiammante” (una Studebaker, nella foto) che va in panne, il rappresentante di commercio, le persone che lo accolgono, un giudice, un procuratore, un avvocato. Sono davanti a te, lei parla e tu vedi i loro visi, le loro espressioni, i loro movimenti. Pochi minuti e sei sedotto”

dalla recensione di Renato Schembri

Immagino un racconto intimo, un fuoco acceso, il vino.
Immagino una sala che somiglia, in qualche modo, alla sala dove si svolge la scena del nostro racconto.
Immagino candele, come viene specificato a pagina 77.
E immagino niente di tutto questo.
Solo la parola, una parola rigorosa, essenziale, che porti in una sala con un fuoco acceso, un buon bicchiere di vino, e la luce delle candele, ad occhi chiusi.

Valentina Bischi

Per le recensioni complete:
http://www.losguardodiarlecchino.it/durrenmatt-da-tavola/ http://caserta.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/05/03/die-panne-di-valentina- bischi-il-teatro-fuori-dal-palcoscenico/ https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219462268289480&id=1296326790

La follia e il suo doppio – Reading musicale per Franco Basaglia

Torna il Teatro in Cantiere SanBernardo
una fitta rassegna teatrale
(non temete…presto tutte le date)

Ad aprire la stagione:
“La follia e il suo doppio” Reading musicale per Franco Basaglia

Lunedì 28 Ottobre 2019 – ore 20.30

Una produzione NINOTCHKA Project
Sintetizzatori, batterie elettroniche, campionatore, loops, suonati dal vivo da Mimmo Pesare
Passi scelti di Basaglia/Foucault/Artaud/Lacan/Laing/Merini et al., letti da Giorgio Consoli

Il 2018 segna il quarantennale della Legge 180 di Franco Basaglia, con la quale per la prima volta i manicomi e le case di detenzione per la salute mentale venivano “aperte”.
Basaglia, tutto sommato, aveva un’idea molto semplice: il folle non è un malato infettivo e, soprattutto, è una persona che chiede di vivere in un ambiente umano, nel mondo, fuori da ogni coercizione.
Franco Basaglia fu l’ispiratore e il promotore materiale di quella Legge che riformò la psichiatria italiana sancendo la chiusura dei manicomi e sovvertendo l’equivalenza per cui la malattia mentale era associata alla reclusione e alla tortura. La cosiddetta follia non doveva essere più considerata il discrimine per impedire ai malati di avere una vita personale e li liberava dalla condizione di prigionieri e di criminali.
Questo spettacolo, un reading musicato dal vivo, offre un’occasione per ricordare l’uomo che esattamente 40 anni fa ha inteso sottolineare l’importanza dell’umanità insita nella follia (e quindi anche della follia insita nell’umanità), giacché un gradiente di follia è in ognuno di noi.

Laboratorio teatrale aperto – Vittima o Carnefice

Cantiere San Bernardo in collaborazione con LOTUS associazione culturale e Teatro Nuovo Pisa presentano:
Laboratorio teatrale ” VITTIMA O CARNEFICE”
con gli attori della compagnia Lotus associazione culturale sul tema degli abusi di potere al quale sono invitati a partecipare attori, studenti, operatori teatrali, insegnanti e tutti coloro che hanno voglia di condividere riflessioni sul tema.

Sarà una giornata intensa con più appuntamenti nata dalla collaborazione tra Lotus associazione culturale – Piombino, Teatro Nuovo di Pisa, Cantiere SanBernardo e Associazione Stefano Cucchi – Onlus

Di mattina lo spettacolo “I mostri ci somigliano” di Chiara Migliorini sarà rappresentato al Teatro Nuovo per gli studenti delle scuole superiori. In replica alle 21:15 al Teatro Nuovo di Pisa

Dalle 15:00 alle 17:00 laboratorio teatrale “Vittima o Carnefice” al Cantiere SanBernardo

Info prenotazioni laboratorio “vittima o carnefice” al 388 3679760

Work of love: laboratorio teatrale

WORK OF LOVE: LABORATORIO TEATRALE

Presentazione laboratorio: giovedi 24 gennaio 2019 h.20.00
Laboratorio: tutti i giovedì successivi dalle 20 alle 22:30
Fine con restituzione pubblica: 30 maggio 2019
Costo: 30€ mensili

Rivolto a chiunque voglia mettersi in gioco

Laboratorio condotto da: Daniela Scarpari
con la collaborazione di Roberta Battista

Per info: Daniela 3472366275

Il laboratorio “WORK OF LOVE” ha come obiettivo un percorso creativo ed emozionante, nel quale arti e tecniche teatrali sono apprese quasi senza accorgersene, attraverso una pratica graduale fatta di esercizi, giochi e di momenti di lavoro creativo individuali e corali. Le tappe del percorso laboratoriale sono così suddivise: la prima parte, che serve anche da riscaldamento, è dedicata ad esercizi sul ritmo e per la presenza scenica, sulla concentrazione, sulla fiducia, sulla voce, sulla relazione con gli altri e con lo spazio, all’invenzione di storie. Nella seconda parte, si esplorano le varie tecniche di improvvisazione (improvvisazione su tema, libera o guidata, a gruppi o in singolo) e drammatizzazione (della creazione o dalla lettura di una storia, ai modi e agli strumenti per trasformarla in azione scenica, installativa o performativa). Da questo punto ci immergiamo nel nostro libro ispiratore “Just Kids”, di Patti Smith e da li passeremo all’analisi del testo, la scoperta dei sottotesti, la difficoltà di rendere viva la parola scritta, di tradurre in azione teatrale l’atmosfera della storia, di rendere credibile l’azione scenica e di mettere in atto le proprie idee di performance scenica accostando il tema del libro alle nostre proprie storie personali. Infine, si passa al percorso di messa in scena vero e proprio, a partire da una serie di creazioni dei propri attori sul tema, che diventerà il copione della nostra restituzione pubblica: in quest’ultima fase, si cerca di mettere in pratica ciò che si è appreso durante il laboratorio.

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Perchè Just Kids?

Patti Smith, nelle sue memorie, racconta del suo incontro con Robert Mapplethorpe, conosciuto a New York, al tempo entrambi giovani desiderosi di realizzarsi come artisti. L’intento della Smith è quello di portare a galla ciò di cui siamo fatti, ciò che nel tempo ci contamina e ci “affetta”. E’ la possibilità dell’incontro e la forza dell’empatia che l’artista fa emergere dai suoi ricordi: Robert non sarebbe stato l’artista che fu se Patti non avesse attraversato la sua strada, e viceversa. In questo incontro, i loro linguaggi, i pensieri artistici e le riflessioni progressivamente diventano maturi; soprattutto si “afféttano”. È una contaminazione di AFFETTO, intendendo con ciò l’atto di contaminare un’altra potenza, in una forma più assertiva di quella che normalmente facciamo. L’uno modifica le ambizioni artistiche dell’altro.

Gli incontri di affetto

Grazie all’arte e alla fantasia si può, tuttavia, vivere altre vite, alimentando non solo il confronto con le persone e le situazioni reali, ma anche modelli letterari, visivi, virtuali. Attraverso di loro, cerchiamo da un lato, di porre rimedio alla dipendenza delle situazioni senza successo, dall’altro, contrastare la progressiva restrizione di noi stessi con le infinite possibilità di ciò che avremmo potuto essere. “Abbiamo sperimentato ma ci sfugge il senso, e l’avvicinamento al significato ci riporta all’esperienza, in un modo diverso”
Da queste premesse, vorremmo che fosse possibile connettersi con la gamma delle esperienze reciproche e attraverso il frequente confronto con la diversità, tagliare una storia personale che può vibrare come armoniche naturali in contatto con una pluralità di storie collettive.

Questo filo che ci lega chissà di cosa è fatto?
Vi aspettiamo alla presentazione il 24 Gennaio 2019

Per saperne di più’: Daniela Scarpari
attrice italo-brasiliana, laureata in Comunicazione Sociale e diplomata all’Accademia di arti drammatiche all’Universitá di Sao Paulo. Vive a Londra nel 2003 e 2004 e studia Storia dell’arte e Filosofia. In Italia dal 2005, ha collaborato con diverse compagnie teatrali, tra cui Teatro dell’Argine, Cantieri Meticci, Teatro Rossi Aperto, Cascina Bará, Colletivo Extratto, Telluris Associati e Fondazione Sipario Toscana. In Brasile ha creato la Companhia do Instante con la quale ha vinto il progetto A Ultima Polaroide e nel 2018 Lampedusa (di Anders Lustgarten) progetto vincitore dal Festival Cultura Inglese e British Council. In Brasile collabora anche con il Grupo XIX e Andaime Teatro. Ha all’attivo piú di 20 spettacoli come attrice, cortometraggi, video clip e due premi come Migliore Attrice ai Festival di Florianopolis e Mappa Culturale (ambedue in Brasile) e lavora contemporaneamente in Brasile e in Italia. Nel 2016 ha fatto la regia dello spettacolo “O Rio, A colina e O casarao” vincitore del Bando Proac/15 (Sao Paulo/Brasile) con giovani attori. Ha vinto il bando Proac/16 per le arti integrate per la realizzazione del progetto “A ultima polaroide”, nel 2017. Nel 2016 ha debuttato con lo spettacolo “Il Cartografo”, testo di Juan Mayorga, con residenze ad Armunia e agli ex-Macelli. Nello stesso anno ha fatto la tournée dello spettacolo “Father, Mother and Children” del regista iraniano Arash Abbasi a Teheran, Iran e al progetto Cuore di Persia presso i Cantieri teatrali Koreja (LE). Per la regia di Pietro Floridia e Nicola Bonazzi ha partecipato ai seguenti spettacoli: Grande Circo Inferno, Madre Coraggio, O Castelo, Estrada do Sul, O Anjo da Historia. Con Cascina Barà ha idealizzato lo spettacolo #tessuto con oltre le 50 repliche in Italia e all’estero. A Pisa collabora con il Teatro Rossi Aperto dove coordina il progetto di Laboratorio di teatro Permanente dal 2013. Ha coordinato progetti di teatro al MET di Bologna con richiedente asilo, con studenti delle scuole medie e licei di Pisa, nelle comunitá dell’Amazzonia brasiliana, all’Universitá di Brasilia cosí come nelle favelas di Sao Paulo. Ha fatto parte della giuria del Festival Nacional de Teatro de Limeira (Brasile) nel 2016. Ha debuttato nel settembre 2018 Sh..we have a plan, uno spettacolo in lingua inglese prodotto dalla Fondazione Sipario Toscana. Ad ottobre dello stesso anno ha coordinato un workshop di recitazione e drammaturgia presso al Festival Skampa/Atlas of Transitions, ad Elbasan in Albania.

Io sono qui

Sabato 19 Gennaio 2019
Associazione culturale CANTIERE SANBERNARDO presenta:

IO SONO QUI
Ritratto liberamente ispirato alla figura di Norma Parenti
ore 21.30

CANTI PARTIGIANI
interpretati da: Letizia Pieri, Valentina Fortunati e Francesca Carrera
ore 22.45

INGRESSO A OFFERTA LIBERA

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Lotus – associazione culturale – Piombino (Li)
IO SONO QUI
ritratto liberamente ispirato alla figura di Norma Parenti
di Fernando Giobbi e Chiara Migliorini con Chiara Migliorini
regia di Fernando Giobbi

Immagini, pensieri, riflessi, ricordi, strascichi, gesti: un ritratto liberamente ispirato a una donna particolare, nominata poco e spesso, ammirata e criticata, elogiata e offesa, amata e odiata. Un ritratto libero dal pensiero politico, aggrappato a una Memoria Storica e a un’emotività trascinante che nasce da stimoli e suggestioni personali. Una donna sola in scena, accompagnata soltanto da alcuni abiti appesi che diventano volti, sguardi, perso- naggi di una storia detta e non detta, forse celata, riapparsi a tratti ma mai rivelata. Poche intense tracce che hanno permesso di delineare una personale interpretazione di un’ani- ma priva di schemi e sovrastrutture, istintiva e umile, impulsiva e fragile, oltre il suo tempo, in nome di una libertà personale e individuale contro le oppressioni, le ipocrisie di una so- cietà debole e costantemente piegata ad una falsità convenzionale.