Dàlava – Julia Úlehla e Aram Bajakian

Dálava LiveNell’ambito del tour europeo arrivano i Dálava: Julia Ulehla e Aram Bajakian, duo cosmopolita newyorkese residente a Vancouver, partner in arte e nella vita, rileggono tredici ballate della tradizione orale della Moravia. Il bisnonno di Julia – figlia di emigrati cechi fuorusciti molto giovani dalla Cecoslovacchia post Primavera di Praga – Vladimir Úlehla (1888-1947), biologo di professione, animato da passione etnomusicologica, raccolse canti popolari nel villaggio moravo di Strážnice, oggi collocato ai confini tra Repubblica Ceca e Slovacchia. La sua raccolta fu pubblicata postuma nel 1949 nel volume “Živá Piseň” (“Canzoni Viventi”). Da questo corpus e da altre registrazioni sul campo fissate dal nonno di Julia, considerati come organismi viventi sulla scorta degli insegnamenti del folklorista avito, la cantante e il chitarrista hanno attinto e tratto ispirazione per produrre prima il loro esordio “Dálava” (2014) e ora questo secondo capitolo, intitolato “The Book of Transfigurations”. Il loro nome, Dálava, descrive quella linea dell’orizzonte dove il mare e il cielo si fondono. Julia è un mezzo-soprano, voce seducente nella sua versatilità, con alle spalle attività performative al Workcenter di Grotowki e un dottorato in etnomusicologia alla British Columbia; da parte sua Aram proviene dalla scuola chitarristica di Marc Ribot, e ha suonato, tra gli altri, con Lou Reed, Yusuf Lateef e John Zorn.
Si capisce che non siamo di fronte a una rilettura folk gentile o a un ricalco, piuttosto a una visione molto personale, con un approccio radicale – vivaddio – che per l’appunto agita il quadro tradizionale, re-immaginando i materiali melodici popolari, in un crocevia di stili (post-rock, avant-jazz, ambient, minimalismo, improvvisazione). Lo zenit di questa “trasfigurazione” la danno l’iniziale “Ej, na tej skale vysokej”, “Dyž sem já šel pres hory”, una ballata sugli effetti tragici dei conflitti sull’individuo, la minimale storia di un omicidio di un giovane, raccontata in “Vyletěla holubička”. Si segnala ancora la stridente “Před naším je zahrádečka”, mentre non mancano passaggi più lirici e intimi come la conclusiva “Pásl Jano koné”, nel segno di un progetto davvero notevole. Il CD contiene un sostanzioso booklet con la traduzione in inglese dei testi, note esplicative e immagini d’archivio di inizio ventesimo secolo. www.dalavamusic.com

IN APERTURA il JOSEPHINE DUO: le canzoni di Josephine, la sua musica e i controcanti di Sara. Una performance intima eppure rabbiosa, dolce e allo stesso tempo velenosa e ispida. Melodie piene di armonia che come per incanto incontrano rotture, disarmonie inaspettate che colpiscono al cuore. Un progetto totalmente acustico, per ora. Un progetto musicale che strizza l’occhio alla performance. Josephine scrive e musica le canzoni, Sara ci interviene con la sua esperienza di teatrante e ricercatrice delle possibilità vocali. Josephine fa canzoni che se ti dicessero che le ha scritte una persona così giovane ti metteresti a ridere e non ci crederesti. Poi se le parli e la conosci bene cominci a capire: Josephine ha 5000 anni.
Dopo un periodo in formazione Trio, con aggiunta di percussioni, si torna all’essenziale, una chitarra e due voci che sviluppano e svilupperanno arrangiamenti sempre diversi per perfezionare quella che è l’ambizione alla multidisciplinarità. Piano piano porteremo altri strumenti nella performance/concerto, magari tradizionali che si fondono però nella nostra sperimentazione e assumono un valore e un utilizzo differente, nuovo…

La Notte dei Dj set: Serata Benefit

La Notte dei Dj set

SABATO 24 FEBBRAIO 2018
CANTIERE SANBERNARDO – PISA
LA NOTTE DEI DJ SET

L’associazione Cantieresanbernardo in collaborazione con l’associazione Imago Pisa organizza una serata di raccolta fondi per l’allestimento della mostra fotografica dell’amico Salvo Parrinello

Dalle 19:00 alle 00:30
dj rotation con
Paglietta, Mainor, Keto, Vigile, Jeff, Drago, BookerD, Herrera

Aperitivo dalle ore 20:00
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Evento FB

Istanti Sonori #2: Ricci – Gussoni – Borghi Live

Istanti Sonori #2 - Ricci - Gussoni - Borghi

VENERDI’ 16 FEBBRAIO 2018
CANTIERE SANBERNARDO – PISA
ISTANTI SONORI #2: RICCI – GUSSONI – BORGHI LIVE

Ore 21:30 – 1° set
Edoardo Ricci clarinetto basso, trombone, sassofono soprano, sopranino
Bruno Gussoni flauto basso, traverso, ottavino
Andrea Borghi giradischi preparato, dischi di pietra e di legno, speaker, elettronica

A seguire – 2° set
Formazioni combinate dei musicisti del primo set con i seguenti ospiti speciali:
Guy Frank Pellerin sassofono baritono, tenore, soprano, gong
Eugenio Sanna chitarra amplificata, lamiere, palloncini, cellophane, voce
David Lucchesi chitarra elettrica, oggetti, live electronics

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Dopo il gran successo del concerto del pianista bolognese Nicola Guazzaloca e delle altre formazioni con questo stesso musicista con vari ospiti, a testimonianza e riprova del fatto che la musica improvvisata è una forma d’arte a sè stante, di grosso valore espressivo e che è stata praticata attraverso i secoli fino ad oggi, riprende con un secondo appuntamento, la rassegna Istanti Sonori, indetta dall’etichetta discografica Tecniche Estese, in collaborazione con il Cantiere San Bernardo in via Pietro Gori a Pisa.

Venerdì 16 febbraio alle ore 21,30, la serata come di consueto è divisa in due parti. Nella prima vedrà Edoardo Ricci fiatista fiorentino come protagonista e che alle prese con ance e bocchini, si esibirà infatti al fianco del flautista Bruno Gussoni proveniente da Genova e di Andrea Borghi di Pietrasanta al giradischi, dischi di legno e pietra da lui stesso costruiti, speaker e elettronica, in un trio spettacolare dai risvolti liricamente materici.
Nella seconda parte della serata questi stessi musicisti suoneranno in formazioni stabilite, che verranno annunciate al pubblico, con i seguenti ospiti speciali: Guy Frank Pellerin (sassofoni baritono, tenore, soprano, gong), Eugenio Sanna (chitarra amplificata, lamiere, cellophane, palloncini, voce), David Lucchesi (chitarra elettrica, oggetti, live electronics).
Occorre ribadire che i secondi set non costituiscono mai delle mere jam-session, come talvolta vengono considerati ma nella pratica della musica improvvisata, è usuale che ci siano degli scambi tra i musicisti al fine di sperimentare e andare avanti nel loro processo di composizione istantanea. E’ infatti la creazione di un atto musicale, che prosegue, procede nel tempo e in relazione ai musicisti dal vivo.

Edoardo Ricci (www.edgetonerecords.com/ricci.html) è una figura carismatica e emblematica del panorama musicale europeo, vero innovatore geniale e pioniere di un certo approccio nell’uso dei bocchini e delle ance. Dotato di una sorta di sensibilità e empatia intuitiva fuori del comune nel gestire i suoni, li accudisce con tenerezza e al tempo stesso, con la dovuta robustezza e ruvidezza di un vecchio maestro zen. L’enorme gamma di sonorità musicali che ha creato nel corso degli anni, sono anche testimoni del suo smisurato amore per la razza canina. Talvolta nella musica che lui crea, irrompono come impulsi istintuali e in maniera inconscia, gli echi fantasmi dei latrati di questi animali, con i quali ha avuto a che fare con amore nel corso degli anni.
Ha partecipato nel 1976 a più di una formazione con il trombettista Guido Mazzon, con il pianista Gaetano Liguori, il batterista-percussionista Filippo Monico, Antonello Salis, e con molti altri nomi del jazz contemporaneo, prendendo parte ai maggiori lavori ed eventi del panorama musicale internazionale.

Bruno Gussoni (vedi il gruppo flutexplorations su Facebook) suona tutta la gamma dei flauti dal basso all’ottavino. Non utilizza il flauto come uno strumento ortodosso e accademico ma nel corso degli anni ha sviluppato una particolare linguaggio assai personale che tiene conto della respirazione afona e senza suono, di più suoni nello stesso tempo, di armonici microtonali, suoni di natura gutturale, che mescola insieme ad altri suoni parassiti che non disdegna, ottenendo un sound dai risvolti impressionanti. Ha suonato in concerto con Don Cherry, Leo Smith, Peter Kowald e moltissimi altri.

Andrea Borghi (https://www.zamenhofart.it/artisti-2013/andrea-borghi/) è approdato alla musica attraverso lo studio dei processi artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e della composizione e musica elettronica al Conservatorio di La Spezia. Attraverso dei richiami colti, esprime poi in definitiva una propensione per il rumore bianco, che viene evocato in maniera quasi fantasmatica, rituale e religiosa, da un giradischi sul cui piatto mette dei dischi di legno, pietra e altri materiali da lui stesso costruiti e di grande rilievo anche installativo, da un punto di vista puramente artistico.

Occorre ricordare che il Cantiere San Bernardo, costituisce da svariati anni un grosso punto di riferimento per la realtà urbana della città di Pisa, essendo promotore sia di eventi legati alle musiche “altre”, sia di eventi teatrali di ricerca, presentazione di libri e testi nuovi, nel campo dell’editoria, manifestazioni a carattere nazionale, internazionale, di grande spessore culturale e impegno sociale.

Evento FB